Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Intossicati’ Category

Atheos

Atheos

Lo denuncia la UAAR e chiunque può constatarlo visitando la pagina dedicata nella Wikiquote al lemma Ateismo: le citazioni grondano, quasi senza eccezione (36/35), di antiateismo, scelte come sono da qualcuno che non esita a far sfoggio di disonestà intellettuale.

Per compensare cialtronerie, riproponiamo qui una decina di aforismi in ordine sparso, scelti con criterio leggermente diverso:

  1. Dove lo Stato è confessionale e la Chiesa è politica la libertà è impossibile (Giovanni Bovio: Filosofia del diritto, 1885);
  2. Le religioni non sono tutte uguali, sono ognuna peggiore dell’altra (Fabrizio Rossi);
  3. Quanto più l’uomo è religioso, tanto più crede; quanto più crede, tanto meno sa; quanto meno sa, tanto è più ignorante; quanto è più ignorante, tanto è più governabile (John Most);
  4. Cristiano: seguace degli insegnamenti di Cristo solo finché non intralcino i peccati a cui si dedica più volentieri (Ambrose Bierce);
  5. Oggi occorre sapere che un teologo, un prete, un papa, non appena aprono bocca a pronunciare una frase, non solo sbagliano ma mentono… Le nozioni di aldilà, quella stessa di anima, sono arnesi di tortura usando i quali il prete diventò padrone e padrone rimase… (F. Nietzsche);
  6. Il punto di vista secondo cui il credente sarebbe più felice dell’ateo è assurdo, … tanto quanto la diffusa convinzione che l’ubriaco è più felice del sobrio (G. B. Shaw);
  7. Quando i missionari vennero per la prima volta nella nostra terra, loro avevano le Bibbie e noi avevamo la terra. Cinquant’anni dopo, noi avevamo le Bibbie e loro avevano la terra (Jomo Kenyatta, primo presidente del Kenya dopo l’indipendenza);
  8. La conoscenza è fatta di una materia più dura di quella della fede sicché, quando si urtano, è la fede a spaccarsi (A.Schopenhauer);
  9. l clero sa ch’io so che loro sanno di non sapere (Robert Green Ingersol);
  10. La nostra ingnoranza e’ Dio, quello che conosciamo e’ scienza (Robert Green Ingersoll); [Fonte: ATEI.it].

E a proposito di fede e scienza, più diffusamente Pirgiorgio Odifreddi dixit:

“Benchè sia infatti imbarazzante dirlo, la maggioranza degli uomini non brilla nè per cervello nè per cultura, e costituisce un fertile terreno per la disseminazione e l’attecchimento delle sciocchezze più disparate: dalle promesse dei governanti alle menzogne della pubblicità, dalle banalità dei media alle soprannaturalità dei preti.

Sarebbe però semplicistico e superficiale ridurre la fede a un capitolo della stupidità umana: d’altronde, ci sono molte persone intelligenti e colte che credono, o almeno «dicono» di credere. Una buona parte di esse «crede» di credere, secondo la felice espressione di un filosofo, o «finge» di credere, secondo l’infelice abitudine dell’uomo pubblico. La sensibilità e l’interesse per il trascendente non sono infatti molto diffuse in società materialiste come quelle occidentali, e la fede si riduce spesso soltanto a una pratica sociale, adottata senza troppi pensieri per tranquillità personale, o simulata con precisi calcoli per convenienza elettorale.

Nella maggior parte dei casi, però, la fede è probabilmente il risultato di un programma educativo enunciato brutalmente dal teorico della restaurazione Joseph de Maistre: “dateceli dai cinque ai dieci anni, e saranno nostri per tutta la vita”. Non a caso la Chiesa e i partiti politici che la rappresentano, dalla Democrazia Cristiana di ieri al Polo di oggi, combattono battaglie furiose sulla scuola privata, in nome della libertà di insegnamento: perchè sanno benissimo che il lavaggio del cervello effettuato sui bambini avrà effetti permanenti sugli adulti.

[…] Non è difficile immaginare che la maggioranza assoluta, per non dire la quasi totalità, delle vecchiette, dei giovani e dei semianalfabeti del terzo mondo che frequentano le chiese, professi al più un generico e vago cristianesimo, e che sia completamente ignara delle sottigliezze teologiche in base alle quali si appartiene a una delle varie sette cristiane, Chiesa di Roma compresa, invece che a un’altra.

[…] Posti di fronte all’alternativa “meglio atei che miscredenti”, molti soddisfano allora i propri bisogni di spiritualità cascando dalla padella nella brace e rifugiandosi in versioni semilaiche e parascientifiche delle religioni. Esorcisti, demonologi, medium, maghi, parapsicologi, chiaroveggenti, sensitivi, cartomanti, guaritori, astrologi e compagnia bella contendono dunque ai preti il monopolio dello sfruttamento della stupidità e della creduloneria umana, e tutti insieme competono per spartirsi i lauti guadagni di un mercato florido e ricco.

Ma l’irrazionalità mascherata delle pseudoscienze e la fede negli astri, nelle carte o nell’occulto non sono meno anacronistiche dell’irrazionalità palese delle religioni tradizionali e della fede nello Zeus greco, nel Giove latino o nel Gesù cristiano. Soltanto portando a compimento la decostruzione delle religioni e delle pseudoscienze, e scegliendo apertamente la via della razionalità e della scienza, l’Occidente potrà finalmente approdare a una concezione non caricaturale della spiritualità e trovare il sacro dove veramente sta: cioè, nella natura e nell’uomo.”

Annunci

Read Full Post »

Niente che non si sapesse già nel Dossier di Gianluca Di Feo ed Emiliano Fittipaldi anticipato sul web l’11 settembre e pubblicato venerdì su L’Espresso. Niente o quasi, eppure la musica è improvvisamente cambiata: sono bastati un paio di nomi aggiunti alla folta lista di un pentito di Ecomafia. Già, un paio di nomi che fanno la differenza: gli onorevoli Nicola Cosentino e Mario Landoldi.

Puntualmente, quando un “uomo d’onore” canta il nome di un “onorevole” la musica cambia: diventa, nella grancassa mediatica, rumore indistinto, urlo scomposto foriero di calunnie. Puntualmente, gli “onorevoli” disonorati adottano la stessa strategia dei sodali traditi dall’ex uomo d’onore, che da collaboratore di giustizia diventa, anche per loro, “infame”. Puntualmente, la stampa di regime prende fiato per urlare più forte e a coro l’immacolata onorabilità degli onorevoli disonorati.

LEspresso

L'Espresso

Capita puntualmente ed è parte del circo. Succede di rado invece che la sede di un settimanale venga perquisita; ancor più raramente che le abitazioni private di due suoi dipendenti vengano anche’esse perquisite e che dall’una e dalle altre venga prelevato e messo sotto sequestro del materiale frutto di indagine giornalistica.

Ma succede anche questo. Succede in Italia, nell’italietta del cainano e della sua casa del Liberticidio, dove è tornato in auge il reato di opinione e la libertà di stampa vige a senso unico, per le sue cortigiane a mezzo busto e per le troie della sua carta stampata, non per chi fa giornalismo.

Succede soprattutto quando gli onorevoli disonorati occupano cariche di rilievo nel suo governo, e il settimanale che osa metterli di fronte all’accusa di reati inenarrabili ha fra l’altro il vizio di ventilare le incoerenze, l’incompetenza, l’impreparazione, la mala fede e le nefandezze dei membri di quel governo, cioè il vizio della verità.

Rasenta poi la curiosità folkloristica il fatto che l’onorevole disonorato oltre a contestare le accuse sollevando il lecito dubbio sull’attendibilità del pentito, urli al complotto e salti subito sul carro delle vittime delle procure deviate guidato dal cocchiere immune suo padrone.

Ma anche questo succede, bisogna darsi pace, è l’Italia nostra, inquinata dai liquami della criminalità parapolitica come la Felix Campania dell’onorevole disonorato è inquinata dai liquami della camorra.

Per fortuna, c’è anche un’altra Italia: quella della politica pulita.

L’incarna l’opposizione, che non ha i vizi dei giornalisti dell’Espresso. La verità va fatta emergere dal confronto e con lo strumento del dialogo, pacatamente; l’avversario va sempre rispettato e le sue mosse sorvegliate alla ricerca di una possibile convergenza. Si capisce dunque perché non ha ancora trovato il tempo di farsi sentire sulla vicenda, impegnata com’è a congratularsi con Gianfranco dopo la sua elegante lezioncina di revisionismo storico: il futuro dirà se la cura dimagrante del lungimirante Fini porterà più voti del lifting di testa d’asfalto.

Dopo tutto, in politica sono queste le cose che contano, almeno per chi ha un’idea pulita della politica.

Read Full Post »

Truffa Formaggio

Truffa Formaggio

Read Full Post »

Sand in the Vaseline

Sarà il lava-smacchia a buon mercato due in uno addizionato di copri-odori spalmato in un sol colpo sul passato coloniale dell’Italia e sul grosso passo avanti compiuto dalla “Colonizzazione russa del mercato del gas“…

Sarà che nel megaffare l’Italia gioca il ruolo della servetta e Trufolo, manco a dirlo, quello del servo di Brontolo il cacciatore di tigri, l’una e l’altro in una posizione “difficile” e dunque a rischio di prenderlo in culo…

Sarà che me lo sento, lo Lo Zio Bush non starà a guardare lo “spostamento del baricentro degli equilibri internazionali da Washington a Mosca“, che con la triangolazione Tripoli-Roma-Mosca appena chiusa rischia di diventare il fulcro della pianificazione strategica delle fonti energetiche nel mondo globalizzato…

Sarà che non credo agli affari in prospettiva libica per gli amiconi imprenditori del nano, né alle promesse di sonni tranquilli per i suoi sodali nazzi-leghisti.

Sarà un po’ questo un po’ quello, ma non riesco a trattenere i conati di vomito.

Non perché lo stillicidio di umiliazioni subite negli ultimi anni dai nostri politicanti in Libia si chiuda in bellezza con lo psiconano strisciante nella tenda di quella canaglia, ma perché, mi sa, a prenderlo in culo alla fine saranno ancora una volta gli italiani.

Read Full Post »

Italiani dalla testa (?) ai piedi

Italiani dalla testa (?) ai piedi

Dove lo Stato è confessionale e la Chiesa è politica la libertà è impossibile.

Giovanni Bovio: Filosofia del diritto, 1885

.

E’ un’istantanea riuscita quella che ci giunge da Rimini. Chiude alla grande un’estate di decrescita infelice e inaugura la nuova stagione degli undicenni al potere.

E’ l’Italia in miniatura, replica fedele del paese dei fedeli replicanti in pantaloncini, nonostante gambe e coscienze ormai troppo pelose. L’italia dell’elettorato “da seconda media” azzeccato dall’intuito del nano gigante, tutti pronti a indossare il grembiule e a intonare lo slogan del momento: ‘O protagonisti o nessuno’, per poi disertare le prime file e acontentarsi di un ruolo da co-protagonisti: bulli del parapolitico; è ciò che passa il convento.

Ma quale “delinquenza parapolitica”. Che esagerazione! E’ solo bullismo preadolescenziale in gita all’Acquafan, appena un pelino sopra i toni della solita vita parrocchiale, aziendale, solidale, garbatamente immorale. Si ascolta in ordine la fiaba dell’animatore di turno: Gianni, Angelino, Mariastella, Giulio, Maurizio e gli altri. Poi si fa il gioco dell’emergenza più originale. Silvio non c’è, vince Tarcisio che gioca in casa: “L’emergenza educativa e la trasmissione della fede ai giovani”. Applausi! Ci si arrossa le mani ad applaudire: il cardinale bacchettone, l’archivescovo vittimista, il mafioso eccellente e ancora applausi. Non si fa in tempo a commuoverci con la storia del pupazzo converso che il poveraccio è di nuovo sgonfio e, con lui, tutto lo spazio sembra contrarsi. L’Italia rimpicciolisce a vista d’occhio. E’ comunque un piccolo mondo incantato, pervaso da genuina tensione spirituale, incentrato sulla “persona umana”, fatto di responsabilità, sussidiarietà, solidarietà, ta ta ta.

...

...

Le distanze si fanno siderali. Inutile cercare di capire cosa succede là fuori, nell’Italia abulimica di potere e  ipertroficamente affarista.

A proposito, come vanno gli incassi nel Reparto Miracoli-Padre Pio? La pesca va sistemata “accanto alla salma” ok? Il tariffario bene in vista mi raccomando.

No no, cosa stiano combinano i Comunisti a Firenze chissenefrega: si staranno ancora acciuffano sulle ragioni di Piazza Navona.

Piuttosto di Salerno, nessuno sa niente? Possibile che la magistratura si accanisca ancora su di un povero prete solo perché con i quattrini dell’8×1000 anziché l’ospizietto s’è costruito l’albergo a 5 stelle?

Pierferdi poi, s’è capito o no con quale famiglia vuole stare?

E che è sta storia della solidarietà di Silvio a Prodi intercettato? Ci ha abboccato? No? Un autogol?
Mah, in qualche modo il bavaglio si farà. L’importante è che ci abbocchino gli undicenni, e questi sono dei replicanti: mi pare già di sentirli ripetere il copione.

Read Full Post »

PENTOTALiTALIA aderisce alla campagna di Outing Civile lanciata da Sabina Guzzanti.

La campagna parte da un ragionamento semplice: stiamo vivendo in un momento di rapida transizione da una democrazia scricchiolante a un regime autoritario a tutti gli effetti […] cosa possiamo fare per non essere complici di un percorso storico che condannerà all’infelicità e alla disperazione la nostra e le prossime 4 generazioni? c’è un solo modo: la libertà si difende prendendosela. non facendosi spaventare, non autocensurandosi. […]

Fate così: che ciascuno pensi a un gesto coraggioso da compiere nel suo ambiente, nell’università, al liceo, nel locale dove lavorate senza contributi, in fabbrica, tra i vostri amici affogati nel limoncello e nella mozzarella artificiale della pizza margherita low cost, nelle redazioni di giornali e giornaletti, nelle tv locali e nelle radio, nei call center, nelle circoscrizioni e nelle asl, nei cantieri edili e nei comuni, nell’esercito e nella polizia, nelle associazioni di volontariato, nelle parrocchie, ovunque vi troviate semplicemente prendete una telecamera qualsiasi, chiamate le cose col loro nome e mandateci il video. […] i viedo più belli li mostrerò nello spettacolo, magari ci faremo un film chissà.

Si può partire anche con pochissimo. consideratela come la più bella offerta che potete fare per il vostro paese, per le vostre famiglie e i vostri amici. […]

La campagna è già partita: ecco i primi risultati: un esempio di elezioni a Favignana.

Ciack, mi girano.

Read Full Post »

...

...

Tutto ebbe inizio a giugno, quando, “nonostante le più ampie rassicurazioni fornite dal Ministro Bondi” e accertata la disponibilità di fondi, viene abrogato il tax credit, ovvero il credito d’imposta per il settore, insomma le misure di incentivo fiscale per il cinema italiano.

“Deve essere chiaro a tutti – ammonirono a coro Anica, Agis e Api in una nota congiunta – che il governo, venendo meno a impegni precisi, ha deciso di infliggere un colpo mortale al cinema italiano nel momento in cui dimostra appieno, anche a livello internazionale, la sua vitalità artistica e industriale”.

1

...

Era solo l’inizio. Er Bondiola, già segretario personale di Silvio, curatore dell’indimenticabile Una storia italiana che nel 2001 seppe guadagnarsi un posticino accanto all’album fotografico di ogni famiglia italiana; scrittore dalla penna agile, con una produzione che spazia da Frate Leonardo Valazzana da Fivizzano (Pacini Fazzi, 2001) a Io, Berlusconi, le donne, la poesia (Aliberti, fresco di stampa) doveva ancora scoprire la sua passione amore odio per il cinema, mettere a punto la sua personale Moviola, optare per l’odio e dunque decidere di distruggerlo definitivamente. Ebbene ci siamo.

Il 7 agosto, dopo la visione privata di ‘Il sol dell’avvenire‘ di Gianfranco Pannone, pellicola sulla nascita delle Br realizzata con finanziamenti statali, er Bondiola darà “precise direttive affinché venga impedito in futuro che lo Stato possa finanziare opere che non solo non mostrano di possedere alcuna qualità culturale, ma che riaprono drammatiche ferite nella coscienza etica del nostro Paese”. Il film, presentato al festival di Locarno due giorni dopo, raccoglie “lunghi e continui applausi” dal pubblico entusiasta.

eXtasi

eXtasi

Ma la cosa non va giù al ministro.  Ratto in Dio per contemplazione estatica ed ivi turbato, er Bondiola si rifa vivo il 10 agosto, per annunciare di essere “intenzionato a istituire una commissione ministeriale che valuti i progetti di film da un punto di vista specificamente etico o politico”.

“Etico e politico” in un paese dove all’etica si è sostituita la morale cattotalebana e alla politica la criminalità parapolitica significa censura preventiva della peggior specie, diciamo anche censura di regime.

Ciack, sforbiciata: sono già all’opera. Il 19 agosto apprendiamo che il Documentario ‘Quando combattono gli elefanti’ di Simone Amendola, che racconta la vicenda di De Angelis, il macchinista licenziato e al centro della cronaca di questi giorni, e’ stato rifiutato alla Mostra del Cinema di Venezia perche’ “sembra sia stato considerato troppo militante“. Proprio a Venezia, dove su proposta di Articolo21 “Il tema delle morti sul lavoro sarà oggetto di una proiezione speciale”. Speciale certo, come speciali saranno le leggi che vedremo fioccare da qui in avanti, a tutela del’arte vera e condanna di quella degenerata (entartete Kunst per gli addetti ai lavori).

La mostra apre oggi: buona fortuna a George Clooney e a Brad Pitt e congratulazioni al Direttore Marco Müller!

...

...

Read Full Post »

Older Posts »