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Archive for the ‘Neuro’ Category

Puttana come mamma l'ha fatta

Casta verginella: l'espressione è quella

La Fico ha le idee chiare: “Metto all’asta la mia verginità per un milione di euro. Voglio proprio vedere se c’è qualcuno che tiri fuori questa somma per avermi […] Se qualcuno pagherà un milione di euro per me, sarò di certo imbarazzata. Ma con questi soldi potrò realizzare i miei sogni. Comprarmi una casa a Roma e pagarmi un corso di recitazione”.

Vent’anni, vergine,  manager del proprio tesoretto, giusto un pelino “imbarazzata” ma decisa.

Un curriculum da fare invidia a milioni di puttanelle in erba: Miss Valle Caudina 2006, Miss Gran Prix 2007, Miss Rocchetta, appena uscita dalla casa del Grande Fratello inespugnata, con un po’ di fortuna la ragazza riuscirà a farsi sfondare abbondantemente fuori tariffa pur di sfondare nel mondo dello spettacolo.

Father Acid Pius

Father Acid Pius

E con l’aiuto di Padre Pio. E sì perché Raffaella è un esempio di ragazza, tutta casa e chiesa, lo dice persino il fratello: “Non ha mai avuto un ragazzo. Ci metto la mano sul fuoco e sfido chiunque a sostenere il contrario. Lei è tanto devota e ogni sera prega Padre Pio“.

E noi siamo sicuri che il buon San Pio di Pietralcina, che le mani se l’era bruciate da sé al posto del fratellino, e che di figa se ne intendeva non poco, dall’alto della sua gloria intercederà affinché questa ragazza di umili origini possa coronare il suo sogno di puttanella d’alto bordo.

Altissimo anzi, tanto che un santo solo può non bastare: ci vorrebbe una vera trinità figaiola al fianco della verginella.  Beh a pensarci bene la santa c’è e ha già fatto la sua parte: è la nostra Goretti parlamentare, devota di Suor Dentona, con la sua legge pensata apposta per favorire le oneste puttane d’alto bordo e togliere di mezzo la concorrenza stracciona. Non ci sono dunque impedimenti formali.

Mancherebbe il terzo, un santo minore diciamo, che abbia come nessun altro a cuore le brave ragazze italiane casa e chiesa e sia deciso ad incarnare un ruolo di spessore nel rito iniziatico. Con queste qualità, l’unico santo che che può venire in soccorso della giovane raffaella è San Rocco, non certo quello di Montpellier, ma San Rocco Siffredi da Ortona protettore delle puttanelle in erba.

San Rocco Siffredi di Ortona protettore delle puttanelle in erba

San Rocco Siffredi da Ortona protettore delle puttanelle in erba

Con Padre Pio davanti, Santa Goretti al fianco e San Rocco da Ortona a coprirti le spalle stanne certa, cara Raffaella, non ti basterà ingoiare “un bicchiere di vino” per superare l'”imbarazzo”, ma in compenso avrai una iniziazione mercenaria con i fiocchi e potrai coronare senza più imbarazzo tutti i tuoi sogni nel mondo dello spettacolo. Vedrai, dopo quello lì, della trafila di cazzi che si profila all’orizzonte della tua carriera non ne sentirai nemmeno uno.

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Il Grillo se l'è cavata. Con la rana ci avevano già provato

E’ fatta. Nessuno parli più del “pericolo di un ritorno al fascismo”. Ormai ci siamo dentro con entrambi i piedi.

Non è una battuta: il ritorno al reato di opinione segna il punto di non ritorno. D’ora in poi ci si potrà attendere un incremento solo quantitativo di nefandezze perpetrate contro le residue libertà degli italiani. Da un punto di vista qualitativo invece niente di peggio può ormai succedere: la democrazia è andata e siamo di nuovo in pieno fascismo.

Vilipendio signori! Dopo aver fatto della diffamazione e del vilipendio il tratto distintivo della propria comunicazione politica, il clan di malfattori al governo riuniti presso la Casa del Liberticidio ne rivendica  l’esclusiva e dunque delibera di depositarne il brevetto. Basta la firma di Angellino ed è fatta.

Iustitia cloaca maxima

L’opinione, tanto più se veicolata dalla battuta sferzante potrà usarla chi, per usucapione diciamo, ne vanta il diritto esclusivo: il capoclan, già immunodopato peraltro (“i magistrati sono la metastasi della democrazia” etc.); il contumace ministro e leader padano (“uso improprio del dito medio verso l’inno nazionale”); addirittura un ministro-microcefalo come Gasparri (“La cloaca del Csm”) o un microrganismo ministeriale come Brunetta (“La soluzione? Deportare i napoletani”).

Insomma potrà servirsene chiunque sia investito di una carica istituzionale; in altre parole coloro le cui dichiarazioni, in quanto rappresentanti eletti (?) dal popolo e dunque responsabili di fronte ad esso, che ne paga gli stipendi, possono davvero configurare reato.

Non potrà usare l’opinione, invece, chi per ragioni di mestiere impiega le parole e le battute nel contesto di una rappresentazione ipso facto ritenuta non ascrivibile alla fattispecie di qualsivoglia reato e come tale tutelata da leggi costituzionali. Nello specifico, sarà punibile chi si serve di battute per criticare con lo strumento fuorilegge della Satira le nefandezze dei titolari del brevetto, loro amici e conoscenti, con particolare riferimento ai capi di stati esteri foraggiati dagli italiani: occhio d’ora in poi a dirne male di Gheddafi!

E’ indicativo che il brevetto venga depositato ora, quando ormai è chiaro che la costituzione conta meno che i brogliacci di programmazione trash di Mediaset, Rai o Radio Maria; che il primo reo designato sia una donna intelligentissima come Sabina Guzzanti, la cui arte ha presa sicura su cervelli anche anestetizzati dalla trashTV, e che presunto vilipeso sia il capo di uno stato fiancheggiatore del clan neofascista che ha usurpato il potere.

E’ indicativo appunto del fatto che siamo entrati a pieno titolo in una medioteocrazia fondamentalista e, nemmeno a dirlo, fascista.

B i s o g n a    r e a g i r e    e n e r g i c a m e n t e

Da queste pagine lanciamo dunque la seguente iniziativa. Se questo paese non è più in grado di garantire le libertà minime senza le quali nessun cittadino può dire di poter condurre una vita dignitosa, allora

CHIEDIAMO ASILO POLITICO ALTROVE

Imitiamo in massa la coppia di coniugi napoletani che ha chiesto asilo politico in Svizzera per fuggire lontano dall’emergenza rifiuti, da loro ritenuta non più sanabile poiché il terreno e le falde non più bonificabili.

Prepariamo un’articolata lettera con le motivazioni della nostra richiesta. Diciamo le cose come stanno, spieghiamo che è ormai impossibile vivere immersi in questo liquame cattofascista, inghiottire la porcheria del giorno romanzata dai mezzobusti di regime, assistere alle truffe dei furbetti spacciate come gesta patriottiche, adeguarci alle leggi raziali, sesiste e classiste; essere contretti a consegnare le generalità a un agente in borghese per aver fischiato un ministro analfabeta etc. etc. Diciamo che la faccia del papa in TV tutti i giorni è un fattore ansiogeno e che la sola idea di ritrovarcelo sul megaschermo di Vespa ci induce attacchi di panico; che le frequenze fuori legge delle emittenti cattoliche rendono vano qualsiasi tentativo di sintonizzazione alternativa, che Miss italia ci provoca accessi di satiriasi combinata a priapismo seguiti da repentina gerontofobia detonificante non appena viene inquadrata la giuria; che Il festival di san remo è una istigazione alla strage etc. etc.

Diciamole, queste cose, mettiamole nero su bianco e inondiamo il consolato elvetico con le nostre richieste di Asilo politico.

Gli svizzeri ovviamente risponderanno picche, ma le ripercussioni dell’iniziativa, se condotta bene, non potranno che dare una bella scossa a chi sappiamo.

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Nelle miniere

Era stato un 2007 a tinte fosche per l’isola: “Sardegna in affanno, Inps in rosso. L’Istituto di previdenza fotografa l’isola e ne esce una realtà estremamente povera“. Dati confermati per il 2008 dal sondaggio del Sole a metà agosto: “La Sardegna è sempre più povera». E’ il grido d’allarme dei sindacati che trova questa volta un autorevole riscontro anche nei dati forniti dal quotidiano “Il sole 24 ore”: c’è stato un vero e proprio crollo del reddito medio!

E a settembre si sa, piove, e piove sul bagnato: arriva il Nababbo crociato; anziché a dare viene ad arraffare.

Non è bastato il milione di euro re-ga-la-to dalla Regione Sardegna alla Curia Arcivescovile della Diocesi di Cagliari per dispiegare un degno tappeto rosso ai piedi del papa in visita oggi nell’Isola. Incassati e spesi, a stretto giro l’Arcivescovo Mani, senza alcun pudore chiede ulteriori 400.000 euro “per i palchi e le infrastrutture”, che il solerte Presidente della regione Renato Soru gli concede senza batter ciglio con apposita Delibera n° 43/44 datata al (sic) 6.8.2208. Beh, si capisce, nella fretta…

Il governatore forse non ha avuto nemmeno il tempo di chiedere conto sul come sia stata spesa la prima tranche. Lì su due piedi forse non ha nemmeno pensato che quelli sono, o meglio erano, soldi pubblici; che affidarli direttamente alla curia è “un po’ come se per accogliere Bill Gates la Regione chiedesse alla stessa Microsoft di organizzare l’evento.” Che magari quei soldi potevano essere impiegati a sostegno di quelle “94 mila famiglie sarde che vivono con un reddito inferiore a 400 euro al mese”; per finire la strada statale 131 o mettere in sicurezza la 195 dove la gente si ammazza di brutto, o ancora per potenziare strutture sanitarie, ricettive o di ricerca e cose del genere, tutte cose certo di secondaria importanza rispetto alla visita del capo di uno stato straniero, ma che in fondo, come dire, fanno comodo ai cittadini che pagano le tasse più alte di Europa.

Il calide dei sardi

Il Sardo Graal

Invece no. Oltre allo sperpero di denaro pubblico, ci scappa pure la beffa: “Bonaria è Cagliari, Bonaria è la Sardegna”, riconosce Mons. Mani Bucate quando da Radio vaticana annuncia il ‘pensierino’ che per tempo si è fatto  preparare onde onorare l’ospite: “un gioiello unico! – il Calice dei Sardi […] che esprime il lavoro e la fatica di tutti i minatori di sempre”.

Di tutti, certamente, ma soprattutto dei sardi, perché è grazie a loro, alla loro bonarietà che quel sudore si è tramutato in oro, 1,5 kg per la precisione, come è grazie alla sfacciataggine dei politici al goveno dell’isola che le lacrime dell’economia locale si sono tramutate in quelle pietre di cui il Sardo Graal è tempestato.

Il tutto, nella completa indifferenza dei media di regime, dei nostri politicanti e persino di quei relitti di coscienza civile che ci illudiamo ancora presenti nelle teste degli italiani.

Nel paese dei morti viventi solo qualche zombie riesce a far sentire la propria voce, per farneticare appunto: e “se il Papa NON fosse ciò che fosse….”?

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800x Clicca per visualizare

"Alitruffa" ovvero 'Alimortaccivostri' (Clicca per visualizare 800x722)

Ci sono tutti e sedici, cani, porci e scarafaggi a spartirsi la torta dell’Expo 2015 e intanto sotterrare definitivamente la “compagnia di bandiera”.

A noi rimane quest’altra:

Malitalia

Malitalia

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Verrà recapitato domani e aperto direttamente sul palco del Meeting, il pacco contenente il trofeo di Ratzi, cioè quel pupazzone gonbiabile di Magdi aKa Kristiano Allam, e altri ammenicoli utili alla sua messa in funzione. Ad azionare la pompa questa volta non sarà il solito Bruno, fanno sapere gli organizzatori, ma l’affiatata coppia Alemanno-Formigoni, tormentone dell’estate.

“O protagonisti o nessuno”. La prima che hai detto, mugugna Magdi ancora sgonfio e inscatolato. E se la prende così sul serio che non volendo essere secondo a nessuno va avanti in anteprima, contestando niente meno che il cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, reo di aver dichiarato che le religioni sarebbero (il condizionale è di Magdi, ancora mezzo sgonfio) intrinsecamente buone e che quindi lo sarebbe (come prima) anche l’islam. Beh, sembra una posizione, come dire, ragionevole, scusate se è poco.

E invece no! Secondo il Plasticato, “la tesi del cardinale Tauran è profondamente sbagliata“. “La verità, lo dico con piena consapevolezza ed esperienza diretta – ci rassicura – è che non esiste un ‘islam moderato’ mentre certamente ci sono dei ‘musulmani moderati’.”

Scusi può ripetere, sig. aka K. Allam?

“La verità è che i musulmani non sono ‘bianchi’ o ‘neri’, ovvero una minoranza dedita al terrorismo e una maggioranza che condividerebbe la sacralità della vita. Questa maggioranza, spesso identificata come ‘maggioranza silenziosa’ anche in contesti diversi, è in realtà una maggioranza collusa ideologicamente con i fautori e i diretti protagonisti dell’ideologia dell’odio, della violenza e della morte.” E cioè? Esattamente come i cattolici cristiani italiani…?

Uhmmm… che dire; forse è il caso di aspettare domani, che lo tirino fuori dalla scatola e raggiunga la pressione di servizio. Sarà che è ancora moscio, sarà il cartone di mezzo, ma mi sembrano le solite cazzate, ancorché pericolose, e non solo per lui beninteso, che ripete da una vita.

Ma si sa, la sua vita è cambiata, e domani completerà il suo pensiero e ci racconterà anche l’esperienza della sua conversione. Non stiamo nella pelle!

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uscire dalla chiesa

Campagna UAAR: uscire dalla chiesa

Per chi ha avuto la sfortuna di essere stato sottoposto al rito del pedobattesimo e quindi tirato dentro a forza in una comunità al cui interno, da adulto, non si riconosce, vi è ormai dagli anni ’80, grazie all’Associazione per lo sbattezzo di Fano nelle Marche, la possibilità di cancellare gli effetti civili del battesimo e uscire definitivamente dalla chiesa.

Oggi a farsi promotrice è soprattutto l’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (UAAR) con una campagna che sta difatti riscuotendo grande successo ed ha ottenuto visibilità internazionale:

tanto che l’eco è arrivata anche in America, dove nei giorni scorsi tre siti ad ispirazione cattotalebana hanno lanciato l’allarme, mettendo in piedi a loro volta una campagna di disinformazione sull’operato della UAAR.  WorldNetDaily, Alliance Alert e The Reformed Pastor si arrampicano letteralmente sugli specchi nel tentativo di travisare il senso e diminiure la portata della campagna di sbattezzo promossa dall’Associazione italiana.

Al di là di un’analisi della faziosità di questi tentativi (per cui vedi la Notizia inserita da Raffaele Carcano sul sito della UAAR) il succo è che stanno accusando il colpo.

Come si fa notare in un commento alla notizia, “Per i credenti occidentali (non necessariamente cattolici), l’Italia è considerata una roccaforte inespugnabile del pensiero religioso, una sorta di testa di ponte per il ripristino della religiosità politica in Europa e negli States” (Druso).

E’ infatti proprio dalla base che giunge il grido di liberazione, amplificato dall’eco di Piazza san Pietro e incoraggiato dall’ottusità della “politica estera” vaticana. La strada è dunque quella giusta e va percorsa fino in fondo.

Siamo in pochi a poter dire di essere incontamionati dal pedobattesimo o da altri riti oscurantistici imposti alla nascita.

L’incapsulamento a staffetta nell’angusta giglia culturale del cattolicesimo nostrano, generazione dopo generazione, non ha lasciato scampo praticamente a nessuno: con il battesimo sono stati arruolati milioni di (in)fanti; con il catechismo sono stati plagiati al culto dell’irrazionale, al timore a all’obbedienza. Il resto l’ha fatto la televisione e gli altri media di regime: un gregge indistinto pronto a credere in qualunque idiozia e a negare l’evidenza.

E’ possibile uscire dal gregge: chiunque può porre fine alla propria sudditanza da una Chiesa in cui non vi si riconosce più, seguendo una procedura semplice e peraltro tutelata dal garante per la Privacy. I motivi per farlo sono tanti e le occasioni per farlo in massa non mancheranno: il prossimo appuntamento è per il 25 ottobre. E siamo solo all’inizio.

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Frattini chi?

Frattini

Frattini

Chi Giovanni? Il Preside della Facoltà di Economia all’ Orientale del Piemonte?

Macche!

Riccardo? L’autore di Streghe, Maghi e Alchimisti?

Nooone!

Manuel, il Peter Pan di Varese.

Nemmeno! Cazzo è possibile… Ma come sei messo? ‘Esteri‘, ti dice niente?

Ah ecco ci sono: Jim Frattini il famoso golfista americano!

Sì buonanotte. Franco, il Ministro degli Esteri italiano. Franco Frattini, mai sentito?

Ministro? E chi cazzo è? Chi l’ha visto mai?

Ma come mai visto! Guarda è uno che ogni volta che parla in pubblico fa il gesto del “ce l’ho grosso così

Ma poi in realtà non ha nemmeno i coglioni per farsi vedere quando c’è roba che scotta: lui se ne sta alle Maldive a rosolarsi la faccia di culo. Quella sì che ce l’ha.

Ah sì sì ora ho capito: lo sciatore. Ma che ci va a fare uno sciatore alle Maldive?

Lo stesso che fa in Italia da Ministro: un beneamato cazzo. Tanto nel governo fantoccio lui conta quanto l’Italia in Europa: nulla. Ecco perché sta agli Esteri, l’onorevole nullità, e per ora – possano mai finire le sue vacanze – all’estero.

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