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Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Immunodopato anche lui

Immunodopato anche lui?

Lodi, scudi e scudetti su misura per tutti i pendagli da forca del governucolo: è questa l’ultima tendenza, lanciata da Angelino con la sua cover del motivetto Schifani, che ora sembra imporsi come traccia apripista a palazzo, dove il valzer con la palla al piede è stato dichiarato decisamente out.

Il prossimo a beneficiarne sarà lui, l’attuale responsabile delle Infrastrutture Matteoli Altero, ex capogruppo di An al Senato nella scorsa legislatura, già ministro dell’Ambiente e dal 2005 sotto processo per favoreggiamento a Livorno. Per lui canta e suona il Consolo, suo legale rappresentante e compare di partito.

Come insegna Ghedini, inutile stare a rompersi i coglioni nelle aule di tribunali, quando si può pensare una leggicina scansafatiche in quei 30 secondi che bastano per togliersi la toga e rimetterla in armadietto. Una telefonatina veloce al primo dipendente libero e il lodo, scudo o scudetto è fatto: nell’armadietto ci va giusto giusto anche il processo. Non fa una piega: altro che valser, è puro folklore italiano.

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Niente che non si sapesse già nel Dossier di Gianluca Di Feo ed Emiliano Fittipaldi anticipato sul web l’11 settembre e pubblicato venerdì su L’Espresso. Niente o quasi, eppure la musica è improvvisamente cambiata: sono bastati un paio di nomi aggiunti alla folta lista di un pentito di Ecomafia. Già, un paio di nomi che fanno la differenza: gli onorevoli Nicola Cosentino e Mario Landoldi.

Puntualmente, quando un “uomo d’onore” canta il nome di un “onorevole” la musica cambia: diventa, nella grancassa mediatica, rumore indistinto, urlo scomposto foriero di calunnie. Puntualmente, gli “onorevoli” disonorati adottano la stessa strategia dei sodali traditi dall’ex uomo d’onore, che da collaboratore di giustizia diventa, anche per loro, “infame”. Puntualmente, la stampa di regime prende fiato per urlare più forte e a coro l’immacolata onorabilità degli onorevoli disonorati.

LEspresso

L'Espresso

Capita puntualmente ed è parte del circo. Succede di rado invece che la sede di un settimanale venga perquisita; ancor più raramente che le abitazioni private di due suoi dipendenti vengano anche’esse perquisite e che dall’una e dalle altre venga prelevato e messo sotto sequestro del materiale frutto di indagine giornalistica.

Ma succede anche questo. Succede in Italia, nell’italietta del cainano e della sua casa del Liberticidio, dove è tornato in auge il reato di opinione e la libertà di stampa vige a senso unico, per le sue cortigiane a mezzo busto e per le troie della sua carta stampata, non per chi fa giornalismo.

Succede soprattutto quando gli onorevoli disonorati occupano cariche di rilievo nel suo governo, e il settimanale che osa metterli di fronte all’accusa di reati inenarrabili ha fra l’altro il vizio di ventilare le incoerenze, l’incompetenza, l’impreparazione, la mala fede e le nefandezze dei membri di quel governo, cioè il vizio della verità.

Rasenta poi la curiosità folkloristica il fatto che l’onorevole disonorato oltre a contestare le accuse sollevando il lecito dubbio sull’attendibilità del pentito, urli al complotto e salti subito sul carro delle vittime delle procure deviate guidato dal cocchiere immune suo padrone.

Ma anche questo succede, bisogna darsi pace, è l’Italia nostra, inquinata dai liquami della criminalità parapolitica come la Felix Campania dell’onorevole disonorato è inquinata dai liquami della camorra.

Per fortuna, c’è anche un’altra Italia: quella della politica pulita.

L’incarna l’opposizione, che non ha i vizi dei giornalisti dell’Espresso. La verità va fatta emergere dal confronto e con lo strumento del dialogo, pacatamente; l’avversario va sempre rispettato e le sue mosse sorvegliate alla ricerca di una possibile convergenza. Si capisce dunque perché non ha ancora trovato il tempo di farsi sentire sulla vicenda, impegnata com’è a congratularsi con Gianfranco dopo la sua elegante lezioncina di revisionismo storico: il futuro dirà se la cura dimagrante del lungimirante Fini porterà più voti del lifting di testa d’asfalto.

Dopo tutto, in politica sono queste le cose che contano, almeno per chi ha un’idea pulita della politica.

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Papabanner is back

Papabanner

Il simpatico bannerno che vedete a fianco, creazione del Burbero scontroso, è di nuovo disponibile.

Era stato ritirato in seguito a proteste di alcuni “esponenti della Curia” e le minacce di denuncia per diffamazione a carico dell’autore.

Trascorsa l’estate, il burbero torna alla carica e ce lo ripropone. Non solo, gli dedica un sito tutto suo, e lancia un contest di bannerini ad analogo contenuto:

… i banner stanno a manifestare la lontananza filosofica e politica del sito (e del suo autore) dalle posizioni della Chiesa sui temi più scottanti (aborto, eutanasia, omosessualità, ecc…). Sono un’etichetta che dice: “questo sito esprime idee discordanti o critiche rispetto a quelle della Chiesa Cattolica”. Questa non è un’interpretazione tra le altre ma è L’INTERPRETAZIONE ufficiale, scritta a chiare lettere“.

Congratulazioni per aver saputo tenere testa alle intimidazioni di chi non ammette alternative al proprio dogmatismo e cerca di reprimerne persino le espessioni più legittime.

Ed ecco, senza pretesa, il nostro piccolo contributo: qualche banner forse papabile e qualcuno “fuoriconcorso”. Bonus: un’animazione 😀

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800x Clicca per visualizare

"Alitruffa" ovvero 'Alimortaccivostri' (Clicca per visualizare 800x722)

Ci sono tutti e sedici, cani, porci e scarafaggi a spartirsi la torta dell’Expo 2015 e intanto sotterrare definitivamente la “compagnia di bandiera”.

A noi rimane quest’altra:

Malitalia

Malitalia

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Sand in the Vaseline

Sarà il lava-smacchia a buon mercato due in uno addizionato di copri-odori spalmato in un sol colpo sul passato coloniale dell’Italia e sul grosso passo avanti compiuto dalla “Colonizzazione russa del mercato del gas“…

Sarà che nel megaffare l’Italia gioca il ruolo della servetta e Trufolo, manco a dirlo, quello del servo di Brontolo il cacciatore di tigri, l’una e l’altro in una posizione “difficile” e dunque a rischio di prenderlo in culo…

Sarà che me lo sento, lo Lo Zio Bush non starà a guardare lo “spostamento del baricentro degli equilibri internazionali da Washington a Mosca“, che con la triangolazione Tripoli-Roma-Mosca appena chiusa rischia di diventare il fulcro della pianificazione strategica delle fonti energetiche nel mondo globalizzato…

Sarà che non credo agli affari in prospettiva libica per gli amiconi imprenditori del nano, né alle promesse di sonni tranquilli per i suoi sodali nazzi-leghisti.

Sarà un po’ questo un po’ quello, ma non riesco a trattenere i conati di vomito.

Non perché lo stillicidio di umiliazioni subite negli ultimi anni dai nostri politicanti in Libia si chiuda in bellezza con lo psiconano strisciante nella tenda di quella canaglia, ma perché, mi sa, a prenderlo in culo alla fine saranno ancora una volta gli italiani.

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Italiani dalla testa (?) ai piedi

Italiani dalla testa (?) ai piedi

Dove lo Stato è confessionale e la Chiesa è politica la libertà è impossibile.

Giovanni Bovio: Filosofia del diritto, 1885

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E’ un’istantanea riuscita quella che ci giunge da Rimini. Chiude alla grande un’estate di decrescita infelice e inaugura la nuova stagione degli undicenni al potere.

E’ l’Italia in miniatura, replica fedele del paese dei fedeli replicanti in pantaloncini, nonostante gambe e coscienze ormai troppo pelose. L’italia dell’elettorato “da seconda media” azzeccato dall’intuito del nano gigante, tutti pronti a indossare il grembiule e a intonare lo slogan del momento: ‘O protagonisti o nessuno’, per poi disertare le prime file e acontentarsi di un ruolo da co-protagonisti: bulli del parapolitico; è ciò che passa il convento.

Ma quale “delinquenza parapolitica”. Che esagerazione! E’ solo bullismo preadolescenziale in gita all’Acquafan, appena un pelino sopra i toni della solita vita parrocchiale, aziendale, solidale, garbatamente immorale. Si ascolta in ordine la fiaba dell’animatore di turno: Gianni, Angelino, Mariastella, Giulio, Maurizio e gli altri. Poi si fa il gioco dell’emergenza più originale. Silvio non c’è, vince Tarcisio che gioca in casa: “L’emergenza educativa e la trasmissione della fede ai giovani”. Applausi! Ci si arrossa le mani ad applaudire: il cardinale bacchettone, l’archivescovo vittimista, il mafioso eccellente e ancora applausi. Non si fa in tempo a commuoverci con la storia del pupazzo converso che il poveraccio è di nuovo sgonfio e, con lui, tutto lo spazio sembra contrarsi. L’Italia rimpicciolisce a vista d’occhio. E’ comunque un piccolo mondo incantato, pervaso da genuina tensione spirituale, incentrato sulla “persona umana”, fatto di responsabilità, sussidiarietà, solidarietà, ta ta ta.

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Le distanze si fanno siderali. Inutile cercare di capire cosa succede là fuori, nell’Italia abulimica di potere e  ipertroficamente affarista.

A proposito, come vanno gli incassi nel Reparto Miracoli-Padre Pio? La pesca va sistemata “accanto alla salma” ok? Il tariffario bene in vista mi raccomando.

No no, cosa stiano combinano i Comunisti a Firenze chissenefrega: si staranno ancora acciuffano sulle ragioni di Piazza Navona.

Piuttosto di Salerno, nessuno sa niente? Possibile che la magistratura si accanisca ancora su di un povero prete solo perché con i quattrini dell’8×1000 anziché l’ospizietto s’è costruito l’albergo a 5 stelle?

Pierferdi poi, s’è capito o no con quale famiglia vuole stare?

E che è sta storia della solidarietà di Silvio a Prodi intercettato? Ci ha abboccato? No? Un autogol?
Mah, in qualche modo il bavaglio si farà. L’importante è che ci abbocchino gli undicenni, e questi sono dei replicanti: mi pare già di sentirli ripetere il copione.

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PENTOTALiTALIA aderisce alla campagna di Outing Civile lanciata da Sabina Guzzanti.

La campagna parte da un ragionamento semplice: stiamo vivendo in un momento di rapida transizione da una democrazia scricchiolante a un regime autoritario a tutti gli effetti […] cosa possiamo fare per non essere complici di un percorso storico che condannerà all’infelicità e alla disperazione la nostra e le prossime 4 generazioni? c’è un solo modo: la libertà si difende prendendosela. non facendosi spaventare, non autocensurandosi. […]

Fate così: che ciascuno pensi a un gesto coraggioso da compiere nel suo ambiente, nell’università, al liceo, nel locale dove lavorate senza contributi, in fabbrica, tra i vostri amici affogati nel limoncello e nella mozzarella artificiale della pizza margherita low cost, nelle redazioni di giornali e giornaletti, nelle tv locali e nelle radio, nei call center, nelle circoscrizioni e nelle asl, nei cantieri edili e nei comuni, nell’esercito e nella polizia, nelle associazioni di volontariato, nelle parrocchie, ovunque vi troviate semplicemente prendete una telecamera qualsiasi, chiamate le cose col loro nome e mandateci il video. […] i viedo più belli li mostrerò nello spettacolo, magari ci faremo un film chissà.

Si può partire anche con pochissimo. consideratela come la più bella offerta che potete fare per il vostro paese, per le vostre famiglie e i vostri amici. […]

La campagna è già partita: ecco i primi risultati: un esempio di elezioni a Favignana.

Ciack, mi girano.

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