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Truffa Formaggio

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Alitruffa e Malitalia

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"Alitruffa" ovvero 'Alimortaccivostri' (Clicca per visualizare 800x722)

Ci sono tutti e sedici, cani, porci e scarafaggi a spartirsi la torta dell’Expo 2015 e intanto sotterrare definitivamente la “compagnia di bandiera”.

A noi rimane quest’altra:

Malitalia

Malitalia

Sand in the Vaseline

Sarà il lava-smacchia a buon mercato due in uno addizionato di copri-odori spalmato in un sol colpo sul passato coloniale dell’Italia e sul grosso passo avanti compiuto dalla “Colonizzazione russa del mercato del gas“…

Sarà che nel megaffare l’Italia gioca il ruolo della servetta e Trufolo, manco a dirlo, quello del servo di Brontolo il cacciatore di tigri, l’una e l’altro in una posizione “difficile” e dunque a rischio di prenderlo in culo…

Sarà che me lo sento, lo Lo Zio Bush non starà a guardare lo “spostamento del baricentro degli equilibri internazionali da Washington a Mosca“, che con la triangolazione Tripoli-Roma-Mosca appena chiusa rischia di diventare il fulcro della pianificazione strategica delle fonti energetiche nel mondo globalizzato…

Sarà che non credo agli affari in prospettiva libica per gli amiconi imprenditori del nano, né alle promesse di sonni tranquilli per i suoi sodali nazzi-leghisti.

Sarà un po’ questo un po’ quello, ma non riesco a trattenere i conati di vomito.

Non perché lo stillicidio di umiliazioni subite negli ultimi anni dai nostri politicanti in Libia si chiuda in bellezza con lo psiconano strisciante nella tenda di quella canaglia, ma perché, mi sa, a prenderlo in culo alla fine saranno ancora una volta gli italiani.

Italiani dalla testa (?) ai piedi

Italiani dalla testa (?) ai piedi

Dove lo Stato è confessionale e la Chiesa è politica la libertà è impossibile.

Giovanni Bovio: Filosofia del diritto, 1885

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E’ un’istantanea riuscita quella che ci giunge da Rimini. Chiude alla grande un’estate di decrescita infelice e inaugura la nuova stagione degli undicenni al potere.

E’ l’Italia in miniatura, replica fedele del paese dei fedeli replicanti in pantaloncini, nonostante gambe e coscienze ormai troppo pelose. L’italia dell’elettorato “da seconda media” azzeccato dall’intuito del nano gigante, tutti pronti a indossare il grembiule e a intonare lo slogan del momento: ‘O protagonisti o nessuno’, per poi disertare le prime file e acontentarsi di un ruolo da co-protagonisti: bulli del parapolitico; è ciò che passa il convento.

Ma quale “delinquenza parapolitica”. Che esagerazione! E’ solo bullismo preadolescenziale in gita all’Acquafan, appena un pelino sopra i toni della solita vita parrocchiale, aziendale, solidale, garbatamente immorale. Si ascolta in ordine la fiaba dell’animatore di turno: Gianni, Angelino, Mariastella, Giulio, Maurizio e gli altri. Poi si fa il gioco dell’emergenza più originale. Silvio non c’è, vince Tarcisio che gioca in casa: “L’emergenza educativa e la trasmissione della fede ai giovani”. Applausi! Ci si arrossa le mani ad applaudire: il cardinale bacchettone, l’archivescovo vittimista, il mafioso eccellente e ancora applausi. Non si fa in tempo a commuoverci con la storia del pupazzo converso che il poveraccio è di nuovo sgonfio e, con lui, tutto lo spazio sembra contrarsi. L’Italia rimpicciolisce a vista d’occhio. E’ comunque un piccolo mondo incantato, pervaso da genuina tensione spirituale, incentrato sulla “persona umana”, fatto di responsabilità, sussidiarietà, solidarietà, ta ta ta.

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Le distanze si fanno siderali. Inutile cercare di capire cosa succede là fuori, nell’Italia abulimica di potere e  ipertroficamente affarista.

A proposito, come vanno gli incassi nel Reparto Miracoli-Padre Pio? La pesca va sistemata “accanto alla salma” ok? Il tariffario bene in vista mi raccomando.

No no, cosa stiano combinano i Comunisti a Firenze chissenefrega: si staranno ancora acciuffano sulle ragioni di Piazza Navona.

Piuttosto di Salerno, nessuno sa niente? Possibile che la magistratura si accanisca ancora su di un povero prete solo perché con i quattrini dell’8×1000 anziché l’ospizietto s’è costruito l’albergo a 5 stelle?

Pierferdi poi, s’è capito o no con quale famiglia vuole stare?

E che è sta storia della solidarietà di Silvio a Prodi intercettato? Ci ha abboccato? No? Un autogol?
Mah, in qualche modo il bavaglio si farà. L’importante è che ci abbocchino gli undicenni, e questi sono dei replicanti: mi pare già di sentirli ripetere il copione.

OUTING CIVILE

PENTOTALiTALIA aderisce alla campagna di Outing Civile lanciata da Sabina Guzzanti.

La campagna parte da un ragionamento semplice: stiamo vivendo in un momento di rapida transizione da una democrazia scricchiolante a un regime autoritario a tutti gli effetti […] cosa possiamo fare per non essere complici di un percorso storico che condannerà all’infelicità e alla disperazione la nostra e le prossime 4 generazioni? c’è un solo modo: la libertà si difende prendendosela. non facendosi spaventare, non autocensurandosi. […]

Fate così: che ciascuno pensi a un gesto coraggioso da compiere nel suo ambiente, nell’università, al liceo, nel locale dove lavorate senza contributi, in fabbrica, tra i vostri amici affogati nel limoncello e nella mozzarella artificiale della pizza margherita low cost, nelle redazioni di giornali e giornaletti, nelle tv locali e nelle radio, nei call center, nelle circoscrizioni e nelle asl, nei cantieri edili e nei comuni, nell’esercito e nella polizia, nelle associazioni di volontariato, nelle parrocchie, ovunque vi troviate semplicemente prendete una telecamera qualsiasi, chiamate le cose col loro nome e mandateci il video. […] i viedo più belli li mostrerò nello spettacolo, magari ci faremo un film chissà.

Si può partire anche con pochissimo. consideratela come la più bella offerta che potete fare per il vostro paese, per le vostre famiglie e i vostri amici. […]

La campagna è già partita: ecco i primi risultati: un esempio di elezioni a Favignana.

Ciack, mi girano.

Verrà recapitato domani e aperto direttamente sul palco del Meeting, il pacco contenente il trofeo di Ratzi, cioè quel pupazzone gonbiabile di Magdi aKa Kristiano Allam, e altri ammenicoli utili alla sua messa in funzione. Ad azionare la pompa questa volta non sarà il solito Bruno, fanno sapere gli organizzatori, ma l’affiatata coppia Alemanno-Formigoni, tormentone dell’estate.

“O protagonisti o nessuno”. La prima che hai detto, mugugna Magdi ancora sgonfio e inscatolato. E se la prende così sul serio che non volendo essere secondo a nessuno va avanti in anteprima, contestando niente meno che il cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, reo di aver dichiarato che le religioni sarebbero (il condizionale è di Magdi, ancora mezzo sgonfio) intrinsecamente buone e che quindi lo sarebbe (come prima) anche l’islam. Beh, sembra una posizione, come dire, ragionevole, scusate se è poco.

E invece no! Secondo il Plasticato, “la tesi del cardinale Tauran è profondamente sbagliata“. “La verità, lo dico con piena consapevolezza ed esperienza diretta – ci rassicura – è che non esiste un ‘islam moderato’ mentre certamente ci sono dei ‘musulmani moderati’.”

Scusi può ripetere, sig. aka K. Allam?

“La verità è che i musulmani non sono ‘bianchi’ o ‘neri’, ovvero una minoranza dedita al terrorismo e una maggioranza che condividerebbe la sacralità della vita. Questa maggioranza, spesso identificata come ‘maggioranza silenziosa’ anche in contesti diversi, è in realtà una maggioranza collusa ideologicamente con i fautori e i diretti protagonisti dell’ideologia dell’odio, della violenza e della morte.” E cioè? Esattamente come i cattolici cristiani italiani…?

Uhmmm… che dire; forse è il caso di aspettare domani, che lo tirino fuori dalla scatola e raggiunga la pressione di servizio. Sarà che è ancora moscio, sarà il cartone di mezzo, ma mi sembrano le solite cazzate, ancorché pericolose, e non solo per lui beninteso, che ripete da una vita.

Ma si sa, la sua vita è cambiata, e domani completerà il suo pensiero e ci racconterà anche l’esperienza della sua conversione. Non stiamo nella pelle!

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Tutto ebbe inizio a giugno, quando, “nonostante le più ampie rassicurazioni fornite dal Ministro Bondi” e accertata la disponibilità di fondi, viene abrogato il tax credit, ovvero il credito d’imposta per il settore, insomma le misure di incentivo fiscale per il cinema italiano.

“Deve essere chiaro a tutti – ammonirono a coro Anica, Agis e Api in una nota congiunta – che il governo, venendo meno a impegni precisi, ha deciso di infliggere un colpo mortale al cinema italiano nel momento in cui dimostra appieno, anche a livello internazionale, la sua vitalità artistica e industriale”.

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Era solo l’inizio. Er Bondiola, già segretario personale di Silvio, curatore dell’indimenticabile Una storia italiana che nel 2001 seppe guadagnarsi un posticino accanto all’album fotografico di ogni famiglia italiana; scrittore dalla penna agile, con una produzione che spazia da Frate Leonardo Valazzana da Fivizzano (Pacini Fazzi, 2001) a Io, Berlusconi, le donne, la poesia (Aliberti, fresco di stampa) doveva ancora scoprire la sua passione amore odio per il cinema, mettere a punto la sua personale Moviola, optare per l’odio e dunque decidere di distruggerlo definitivamente. Ebbene ci siamo.

Il 7 agosto, dopo la visione privata di ‘Il sol dell’avvenire‘ di Gianfranco Pannone, pellicola sulla nascita delle Br realizzata con finanziamenti statali, er Bondiola darà “precise direttive affinché venga impedito in futuro che lo Stato possa finanziare opere che non solo non mostrano di possedere alcuna qualità culturale, ma che riaprono drammatiche ferite nella coscienza etica del nostro Paese”. Il film, presentato al festival di Locarno due giorni dopo, raccoglie “lunghi e continui applausi” dal pubblico entusiasta.

eXtasi

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Ma la cosa non va giù al ministro.  Ratto in Dio per contemplazione estatica ed ivi turbato, er Bondiola si rifa vivo il 10 agosto, per annunciare di essere “intenzionato a istituire una commissione ministeriale che valuti i progetti di film da un punto di vista specificamente etico o politico”.

“Etico e politico” in un paese dove all’etica si è sostituita la morale cattotalebana e alla politica la criminalità parapolitica significa censura preventiva della peggior specie, diciamo anche censura di regime.

Ciack, sforbiciata: sono già all’opera. Il 19 agosto apprendiamo che il Documentario ‘Quando combattono gli elefanti’ di Simone Amendola, che racconta la vicenda di De Angelis, il macchinista licenziato e al centro della cronaca di questi giorni, e’ stato rifiutato alla Mostra del Cinema di Venezia perche’ “sembra sia stato considerato troppo militante“. Proprio a Venezia, dove su proposta di Articolo21 “Il tema delle morti sul lavoro sarà oggetto di una proiezione speciale”. Speciale certo, come speciali saranno le leggi che vedremo fioccare da qui in avanti, a tutela del’arte vera e condanna di quella degenerata (entartete Kunst per gli addetti ai lavori).

La mostra apre oggi: buona fortuna a George Clooney e a Brad Pitt e congratulazioni al Direttore Marco Müller!

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