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Catarstrofe Olimpionica

La fiaccola è arrivata, anzi tante fiaccolette in formato cluster bomb, poi fucili, carri armati e masserizie al seguito. Bravo l’amicone del cainano, per il tempismo e per aver usato bombe così intelligenti.

Ma che ce frega: godiamoci l’estate finché la temperatura tiene. Ora altissima, ovunque, roba da cuocere il cervello.

Ne sanno qualcosa i Sindaci-sceriffi, che colti dalla sindrome di Chuck Norris si fanno venire in mente ordinanze fra il reaganiano e il chisciottesco.

Cofferati intimo

Cofferati intimo

Così mentre Cofferati si prende cura delle parti intime dei suoi concittadini bolognesi vietando il Percing, a Bacoli, in provincia di Napoli, un’ordinanza firmata dal sindaco Antonio Coppola vieta ai bar di servire beveroni-drink con tante cannucce perché, secondo il Coppola, quest’ultima trovata del happy hourrichiama alla mente antiche usanze tribali“. Alla sua mente malata, viene da precisare; ma si sa, un primo cittadino pensa all’utile e al bene di tutta la comunità e deve “tutelare la salute e l’igiene pubblica e privata”.  Come il cinese appunto, che mira al capezzolo e allo scroto, mentre l’anello al naso è ancora legale: a lui serve poi eccome, per farsi menare dalla destra.

Castronerie a parte, c’è anche chi le misure a tutela dell’igiene e del decoro le propone con serietà e risolutezza, come il neolaureato veterofascista sindaco di Roma Alemanno, che sta “ponderando” l’opportunità di vietare o meno il rovistaggio nei cassonetti della ‘monnezza.

Il dilemma di Alemanno

Il dilemma di Alemanno

Che farà il laureato? Come risolverà il dilemma? Chiederà forse nuovo consiglio a Ruggero il saggio? Farà presidiare i cassonetti o uscirà lui stesso a ringhiare tra i rifiuti? Deporterà a Napoli la ciurma coprofaga o condividerà il pasto?

E intanto che lui si spreme le meningi su tali questioncelle, cruciali beninteso per il nostro futuro da ‘mmondezzari, noi si boccheggia fermi in autostrada, ci si rincoglionisce di olimpiadi o con le solite minchiate e come al solito si dnno le spalle al tracollo del paese.

L’economia è alla frutta, siamo sull’orlo della bancarrotta con il debito più alto d’Europa. Si stanno avverando le funeste previsioni del Financial Times, che già nell’aprile 2006 ci vedeva fare la fine dell’Argentina. E l’estate 2008 porta le conferme di altri esperti: “L’Italia sta scivolando in una profonda crisi strutturale e rischia di uscire dalla zona euro”. Magari l’Argentina: noi finiamo in Africa.

Ed ecco cazzo che un’altra puntata della guerra globale per il petrolio è iniziata. Quale sarà la posizione dell’Italia, bisognosa anche di gas? Tutto tace, Frattini sonnecchia sotto l’ombrellone alle Maldive, poi in ritardo auspica le solite cazzate di rito, finché non cade dalle nuvole. Parla: “se l’Ue dovesse decidere di affiancare le forze russe in Ossezia del sud, l’Italia potrebbe mandare le sue truppe”.

Presto detto andremo a dar via il culo in Georgia, per tenercelo al caldo questo inverno.  Avremo dunque gas a bizzeffe, peccato che per molti non ce ne sarà bisogno: con le forniture tagliate, ai primi freddi i poveri italiani gireranno per casa con indosso il vecchio cappotto della buonanima, gli italiani ex-middle class in tuta da sci e i ricchi italiani se ne staranno tappati dentro casa, assediati e protetti dall’esercito.

In ogni caso, l’autoimmune telefona al compagno di merende Putin ricordandogli di portare la vasellina, che lui chiama “moral suasion“. Che eleganza! La parodia di se stesso gli riesce sempre meglio, peccato sia un genere che gli italiani ormai non capiscono più. Forse la fame che ci attende nel prossimo decennio ci rinfrescherà la memoria su questo e su altro.

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