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Bagnasco

Bagnasco

Cranio tirato a lucido, un po’ meno la retorica, che segue il solito copione per dire, in sostanza: in politica entriamo eccome, a gamba tesa. Ce ne eravamo accorti. Perciò, si lucidi anche la faccia di bronzo, ci risparmi il quaquaraqua e veniamo al dunque: parliamo dell’incontro con Bossi sul Federalismo fiscale, ma parliamo alche del Concordato, dell’8×1000 e di esenzioni fiscali, visto che siamo in tema.

Il resto è un film già visto. Inutile continuare a blaterare di “valori spirituali e morali”, “falsi miti”, “esaltazione dell’avere”, “propaganda dell’apparenza” e altri tratti della cultura globale già profondamente assimilati da quella italiana e che stanno facendo le fortune della politica vaticana e del rinascente fascismo italiano.

L’overdose d’ipocrisia non serve: la nutrita platea di ‘Co-protaginisti della delinquanza parapolitica in atto’ è cotta a puntino. I “valori spirituali e morali” li hanno imparati una volta per tutte da Maroni e dal suo pacchetto sicurezza, ispirato al principio di accoglienza e del rispetto della diversità… sì sì quello lì, che Famiglia Cristiana giudicava un tantino sopra le righe, ma che in fin dei conti contribuisce in modo decisivo a creare quel clima politico che tanto piace al Capo dello stato Vaticano.

A metterli in guardia contro “Falsi miti” ed eroi fasulli ci ha pensato il Premier, raccontando loro la favola dell’innocenza di Dell’Utri e la parabola dello stalliere Mangano.

Contro “l’esaltazione dell’avere” parla da sé la conversione francescana della Santanché, stufa dello spreco: “Basta con le veline. Addio a Porto Rotondo, a Porto Cervo, alla Sardegna dei miliardari e del cafonal”.

Miss Suora

Miss Suoricilla

Quanto alla “Propaganda dell’apparenza“, s’informi, essa è stata definitivamente debellata: la velina, il calciatore e la Rock Star sono ormai decaduti nell’immaginario collettivo di adolescenti e giovani. Vi si sono sostituite altre figure: il prete da televarietà, di cui non si contano gli esempi, il Frate Metallaro e addirittura la Miss Suora, iniziativa coraggiosa quest’ultima, di padre Antonio Rungi, il quale non esclude in futuro “di far partecipare, rivedendo le norme attuali del Concorso Miss Italia, a latere, delle Suore, molte delle quali sono davvero belle […]”. Le vie del proselitismo sono infinite, e alcune decisamente entusiasmanti.

Perciò, non stia a tediare i ciellini con altre lezioni di ipocrisia: gli allievi superano di gran lunga il maestro. Si senta libero di parlare loro con schiettezza: quando i politici predicano con l’esempio, i preti sono legittimati a fare spettacolo, politica e quant’altro.

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E mi raccomando, si prepari bene all’incontro con Bossi: si rilegga la bella lettera di padre Paolo Farinella, inviatale nel maggio 2007 e poi resa pubblica. Ah ecco dimenticavo, una cortesia: quando vede Bossi gli segnali il concorso di padre Rungi: delle suore padane ne abbiamo sentito di cotte e di crude!

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Come se il culo dicesse alla testa: “dobbiamo lottare contro le emorroidi”.

Comunque è così che ci piace il leader leghista, tornato, in occasione del congresso della Lega Nord-Liga veneta, ai toni e ai gesti di una volta, pronto a spaccare tutto, a incominciare dalla coalizione di governo.

“Dobbiamo lottare contro la canaglia centralista” […] “Dobbiamo lottare contro questo stato fascista”. “Non dobbiamo più essere schiavi di Roma. Toh… all’inno di Mameli dico io“. E giù il gestacio.

E “Dopo il federalismo bisogna passare anche alla riforma della scuola. Non possiamo più lasciare martoriare i nostri figli da gente che non viene dal Nord. Il problema della scuola è molto sentito perché tocca tutte le famiglie“.

Beh proprio tutte tutte no, o almeno non nei modi e nella stessa misura in cui investe la famiglia Bossi. Ma va bene così: stop ai professorucoli terroni che non conoscono la storia della Padania, e chi se ne frega se sono i voti dei loro conterronei a tenerci le natiche incollate alle poltrone. Riscrivere la storia del Nord e stamparla sui libri di scuola, e magari in appendice anche il tema su Cattaneo del suo fiul, che anche a modo suo sta facendo storia, poveraccio, steccato due volte alla maturità.

“La storia ha dimostrato che ogni volta che il Lombardo-Veneto si è unito ha vinto: ha la forza di battere chiunque, di abbattere gli Stati e forse sarà necessario farlo“.

Forse… ma vediamo di misurarla un po’ questa forza, perché dopo le ultime cagate della lega si rischia poi che le emorroidi ve le spinga su ancora una volta il cavaliere, non con quei ditini che popolano i vostri incubi da asini nazisti, ma con la carota del federalismo; e, ironia della sorte, solo per salvarsi il suo, di culo.

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