Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Brunetta’

Teddy Brunetta

Teddy Brunetta

Scherza, satireggia, sghignazza e gongola la mascotte del governo dei dilettanti allo sbaraglio. Chi lo prenderebbe mai sul serio! “Deportare i napoletani”; una battuta suvvia, dettata fra l’altro da un momento di sconforto:

“Siamo venuti a maggio, con il premier, in una Napoli immersa nell’apatia totale, nella stizza, nell’ostilità. […] Mi sentii solo […]  Napoli era implosa, non meritava l’attenzione che le veniva data […] “La soluzione? Deportare i napoletani. Scherzo. Eppure…” (Repubblica, 21.08.08).

Eppure un cazzo, mezza sega di un Topo Gigio…

Ops! Ma non ha ancora finito, c’è lo spot pubblicitario per diluire e smussare:

“Eppure è la regione più ricca del Paese, in potenzialità. Dopodiché viva l’umanità di tanta parte dei napoletani, la bellezza di questa terra. E viva Berlusconi che ha salvato Napoli”.

Evviva! Viva il salvatore, la pizza, gli inceneritori, il mandolino e l’impregilo. Evviva! “Dopodiché”, però, finito lo spot, se ne vada dritto Affanculo, il ministrello, torni a strisciare nella sua tana, a falsificare dati e statistiche, a collezionare vignette, a scarabocchiare decreti su fannulloni e a scambiarsi pacche con i fancazzisti suoi colleghi. Noi invece restiamo qui, a riflettere un po’, su battutacce improvvisate ed emergenze programmate.

Intelligenza primordiale

Intelligenza primordiale

Le battute le accettiamo più o meno tutti quanti, ci mancherebbe! Anche pesanti: sono, diciamo così, il sale dell’interazione umana. Anche lui “se sono lievi e non infelici“, le accetta. Ah, ecco, ma “Deportiamo i napoletani”, “Forza Vesuvio” e consimili sono battute lievi e felici oppure pesanti e infelici? Mah, chiedetelo a lui, a quanto pare anche microrganismi e parassiti hanno forme rudimentali di intelligenza e perfino una sorta di autostima. Sulla stima degli altri invece non ci sono ancora dati attendibili. Torniamo dunque al microscopio.

Tecnicamente, nell’enunciato “La soluzione? Deportare i napoletani“, solo la seconda parte è una battuta: il segmento cioè che introduce la beffa e svela il gioco linguistico. Delle volte però può capitare che chi parla tema o dubiti che la “battuta” possa venir compresa in quanto tale; e allora ecco che: “He he dai che scherzavo”. Ancora, nonostante il chiarimento, più succedere che l’oratore ritenga che qualcuno possa non stare al gioco e quindi incazzarsi; e allora giù la captatio benevolentiae in extremis, nel nostro caso lo spot lecchino e vile del Teddy Brunetta e la sua lunga coda di paglia tutta dispiegata: “viva l’umanità di tanta parte dei napoletani”. Eccomeno! In fondo ci vogliamo tutti un gran bene.

E invece no, manco pu’ cazzo. Perché può anche capitare che qualcuno incassi sì la battuta, ma quanto al giochetto decida di andare a vedersi le regole e magari di smontarne l’intero discorso dell’onovevole microrganismo fancazzista.

Il punto infatti non è la battuta in sé e nemmeno cosa c’è dentro. Dentro però, intanto, c’è l’usuratissimo stereotipo discriminatorio utile a stigmatizzare quel gruppo di cui all’aggettivo ‘napoletani‘, innescato da un verbo che parla da sé, carico com’è di connotazioni naziste e nondimeno così in voga nell’Italia dei nostri giorni: ‘deportare’.

Siamo al gioco dei Topoi, dei luoghi comuni cari al populismo nostrano, su cui ancorare argomentazioni fasulle ma di sicura presa, che garantiscono immediata comunicabilità e ampia condivisione perché poggiano sul fertile terreno dell’ignoranza e del menefreghismo, coltivando la prima ed incoraggiando il secondo; gioco tipico di un’elite di governo abituata a comunicare attraverso slogans da trash media con il proprio pubblico di undicenni e rotta alle figure di merda da farne quasi una strategia di governo.

Il punto è che questa “battuta scherzosa” o meglio l’uso di questo Topos discriminatorio è perfettamente in linea con il discorso del dicastero di questo ministro e del governo tutto. E’ anzi la cifra dell suo operato, un po’ come lo slogan calcistico che dà il nome al suo partito è la cifra della politica italiana dell’ultimo decennio: un teatrino populista scaduto nella commediola dell’emergenza creata ad arte e pretesto per devastare sistematicamente e in ogni suo comparto la vita pubblica del paese. Ci sono riusciti con la scuola, con l’Università sono un pezzo avanti. La Giustizia è “in casa”. Ora tocca alla Pubblica Amministrazione, poi si vedrà.

La cosiddetta crociata anti fannulloni è solo l’ultimo atto della Commediola dell’emergenza. Per le vere emergenze, per le Tragedie del mondo del lavoro, c’è tempo e poi nessuno dei nanetti in organico sarebbe capace di interpretarle. Per l’estate meglio qualcosa di leggero. Se la PA va assolutamente e urgentemente riformata, non c’è comunque motivo di incasinarsi con problemi strutturali, troppo impegnativi. Si pensi invece a scimmiottare qualche sketch ad alto impatto, diciamo il solito schiaffone al più debole e imbranato, il più discriminato e meno amato, quel fannullone di un impiegato, quel Fantozzi della Pubblica Amministrazione. Sguinzagliamogli contro il nano più spiritoso del circo ed è la ricetta del tormentone per l’estate.

E infatti, c’è anche il coro di imbecilli chiamato a concorso di vignette.

Lanciata con uno slogan orecchiabile, la caccia al fannullone fa leva sul folklore del ‘cappuccino e briosche’ dello statale ed è basata sulla discriminazione stereotipica dell’intera categoria. In quanto caccia, mira a mettere le une contro le altre categorie di lavoratori che, guarda caso, in comune hanno il fatto di arrivare a stento alla terza settimana del mese: insegnanti contro operai, impiegati statali contro dipendeti privati, il dott. Rossi contro il rag. Rossi.  Divide et impera: funziona sempre; come già in campagna elettorale, è questa ancora una volta la formula del governo, confermata peraltro da quelle simpatiche “battute” che tradiscono platealmente il gioco al massacro cui s’impegna la patetica compagine di servitori (suoi, non dello Stato, ci fosse bisogno di precisare) messa su dal cainano, che con inspiegabile ostinazione continuiamo a chiamare Governo.

Il clan al completo

Il clan dei fancazzisti al completo

Annunci

Read Full Post »